L’invasion des profanateurs #01 PerchŔ non possiamo non dirci autoanalfabeti

Autoanalfabeta University of Utopia 15 gennaio 2015 01. Autoanalfabeta University of Utopia
L’invasion des profanateurs #01 PerchŔ non possiamo non dirci autoanalfabeti

In un saggio del 1936, La radio, l’arte dell’ascolto, un giovanissimo Rudolf Arnheim salutava l’avvento della radiofonia come l’evento che avrebbe finalmente, come giÓ era avvenuto col grammofono, liberato la vera essenza della musica. Potere accedere a un brano musicale senza dipendere dalla visibilitÓ del corpo dell’esecutore avrebbe difatti, a detta di Arnheim, portato a compimento il destino stesso di un’arte che per sua stessa natura non poteva che tendere al trascendimento dei corpi. La musica avrebbe dunque seguito il destino delle arti del discorso, liberate con l’introduzione della scrittura (e ancor di pi¨ con l’avvento della sua riproducibilitÓ grazie ai caratteri mobili della stampa), non giÓ dalla voce (i testi hanno sempre una loro voce, che Ŕ quella del lettore), ma dalla necessitÓ di passare attraverso l’apparato fonatorio di un unico elocutore. Scorporare Ŕ certo il destino dell’arte, e dei mezzi che la supportano, che sono tutti alla lettera dei profanateurs, cioŔ dei body snatchers. E le cose poi con la musica sappiamo bene che piega avrebbero preso: nel giro di un paio di generazioni si sarebbe passati dalla cancellazione della visibilitÓ dell’esecutore alla possibilitÓ di fare a meno addirittura del suo corpo… La musica alle macchine!

Ripenso spesso a questo passo, e al destino trionfante della scorporazione nella musica, quando ragiono sull’inevitabile affermazione dell’ebook, supporto quanto mai economico e smateriante, che finirÓ col rappresentare, in barba alle paure dei soliti difensori del bel tempo che fu, non giÓ la fine di quella che viene chiamata la “civiltÓ del libro”, ma forse la sua (in tutti sensi) sublimazione. L’ebook non Ŕ la morte telematica del vecchio volume tipografico: Ŕ la sua magnificazione, e proprio perchÚ apre i confini della pagina a una fruizione multisensoriale che darÓ nuova linfa alle opere che lo sceglieranno come supporto. GiÓ da un po’ si valuta non a caso la possibilitÓ di creare ebook “arricchiti”, che abbiano insomma al loro interno quegli stessi contenuti aggiuntivi che furono sperimentati inizialmente, all’epoca della loro diffusione (e prima che soccombessero ai pi¨ commerciabili DVD) dai CDRom. E fra tutto ci˛ che un ebook potrÓ offrire (link di approfondimenti, immagini addirittura in movimento, richiami immediati ad altre testualitÓ), farÓ su tutti scalpore il convitato di pietra della cultura tipografica: la voce. Nuove modalitÓ di lettura, o lettura “assistita”, sono oramai alle porte…

Gabriele Frasca

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