Disobbedire: che responsabilitÓ!

18 novembre 2003 Politica e movimenti
Disobbedire: che responsabilitÓ!

Il mondo in cui viviamo Ŕ per davvero un mondo assai rassicurante, popolato da una maggioranza di persone serie e responsabili. Moderati… Tranne qualche manipolo di malnati irresponsabili. Irresponsabili come quei Disobbedienti che venerdý scorso hanno pacificamente invaso il costruendo Centro di Permanenza Temporanea di Bologna, smontandolo rete dopo rete, cancellata dopo cancellata e poi sono venuti fuori a braccia alzate, viso scoperto, documenti alla mano, e si sono sciroppati la solita, inutile ed isterica carica dei Tutori dell’Ordine a cui, Ŕ comprensibilmente ovvio, l’appetito vien mangiando… E dopo non ci hanno neanche frignato su troppo. E frigneranno ancor meno sulle inevitabili denunce con cui dovranno fare i conti. Irresponsabili come quei 53 militari israeliani che hanno dichiarato nero su bianco di voler essere soldati e non persecutori e che loro, figli di un popolo vittima di un genocidio, non vogliono avere parte in un nuovo genocidio. E si cuccheranno, anch’essi senza frignare troppo, le prevedibili ed infauste conseguenze. Irresponsabili entrambi, perchÚ, certo, in linea di principio, non si smontano le proprietÓ statali, anche se l’oggetto smontato, come tanti altri consimili, assomiglia pi¨ al campo di Guantanamo che a un centro d’accoglienza per poveri cristi. Ci sono delle regole e vanno rispettate. Irresponsabili, perchÚ un bravo soldato obbedisce agli ordini e non discute, meno che mai se il suo paese Ŕ in guerra e, in linea di principio, questo vale sempre, anche se dall’altra parte ci sono ragazzini con le pietre e un popolo, tanto esasperato da decenni di occupazione e angherie, da partorire kamikaze a ritmo continuo e certo non sarÓ l’esercito a risolvere il problema a cannonate. Sono irresponsabili, perchÚ in questo nostro mondo di acquiescenti, eterni adolescenti, di Ferdydurke culculizzati e un po’ pedofili che siamo, in cui assumersi una responsabilitÓ Ŕ considerato una irresponsabile iattura, si sono presi la responsabilitÓ di dire no. Di violare simbolicamente la norma per smascherarne il ghigno ideologico. Hanno avuto, insomma, il coraggio di essere moderati, di moderare il loro egoismo e le loro paure. E la cosa Ŕ certo evangelicamente scandalosa. Forse hanno sbagliato, sarebbe bello avere lo spazio per discuterne, ma intanto a me paiono gli unici cittadini adulti di questo nostro mondo di bambocci. E a loro va tutta la mia incondizionata, e certo un po’ sconsiderata, ammirazione. Chapeau!

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