[Delicatessen 83] Tassisti cileni...

14 ottobre 2006 Politica e movimenti
[Delicatessen 83] Tassisti cileni...

Contro i tassisti non ho niente, ma ci vuole poco a rendersi conto che questa loro protesta Ŕ ambiguamente ‘cilena’, incomprensibile e insopportabile. E’ cilena, perchŔ riporta alla mente i blocchi degli autotrasportatori sudamericani capeggiati da tale Vilarin contro il Governo Allende, una protesta che delle vere necessitÓ della nazione se ne fregava e badava soltanto a tenersi le tasche piene, anche a costo di appoggiare un figuro losco come Pinochet. E’ incomprensibile, perchÚ tutto quanto verrÓ guadagnato con la liberalizzazione delle licenze andrÓ nelle tasche degli stessi tassisti e perchÚ lascia basiti sentire pretese da oligopolio corporativo portate avanti in un mondo in cui, in nome del liberismo selvaggio, si affamano intere nazioni. E’ insopportabile, perchŔ la loro protesta va avanti con l’appoggio degli stessi ultraliberisti che sinora erano lesti a chiedere l’intervento della forza pubblica quando a scioperare contro stipendi da fame erano i dipendenti del trasporto pubblico. Anzi Ŕ insopportabile al quadrato, perchÚ, se esiste una legge che garantisce i servizi essenziali, questa legge va applicata a tutti e non solo ai lavoratori dipendenti, siano essi ferrovieri, medici, insegnanti o poliziotti: ne va della credibilitÓ delle nostre istituzioni. Se poi a qualcuno di loro sembra che io esageri, allora per la loro protesta scelgano nomi diversi da ‘Marcia su Roma’: la definizione Ŕ di cattivo gusto e scommetto che, come nel ‘22, ci sarÓ qualcuno di quelli che li sostengono che a far la Marcia su Roma proverÓ ad andarci in vagone letto, altro che taxi.

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