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L’esercizio della lingua
Poesie 1991-2008




ABSOLUTE [YOUNG] POETRY & UDINETRADUCE 2009



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Il programma di Absolute Poetry 2008

CANTIERI INTERNAZIONALI
DI POESIA
DI MONFALCONE
3/7 GIUGNO 2008

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    Lello Voce
    Il Cristo Elettrico. No Reply, pg.224, €.14,oo

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    Il Cristo elettrico di Lello Voce è davvero un romanzo coinvolgente (...) che si affida a un linguaggio straordinario. Un linguaggio armato contro se stesso, sempre pronto a dirottare in devianze proibite, a annegarsi in eccessi sintattici, a infettarsi di ogni sorta di virus, un linguaggio malato, martirizzato, che affonda, in una espressività degradata, senza pentimento.
    Angelo Guglielmi, L’Unità

    Il libro che sigilla il ricordo di una generazione fiorita negli anni Ottanta e in quegli anni dispersa, magistralmente raccontata da uno dei più grandi poeti italiani.
    Aldo Nove, Liberazione

    Un manuale per difendersi dagli spacciatori dell’immaginario tossico odierno
    Marco Philopat, Pulp

    Quella che è in gioco, insomma, è la stessa ricchezza della scrittura poetica - per quanto qui in piena prosa narrativa - di differente spessore rispetto al cinema di consumo e rispetto alla pallida romanzeria di svago che affanna gli scaffali delle librerie. Un poema (anti)epico in prosa.
    Marco Giovenale, il manifesto

    Al lettore la facoltà di godersi questi lapilli, questi carboni ardenti di atrocità innominabili. una serie incalzante di tappe nell’orrore e nel degrado più assoluto.
    Renato Barilli, TTL - La Stampa

    Una creaturalità compiutamente “ircocervica”, (...) il Cristo Elettrico che si fa carico di tutto l’incubo d’un presente/irreale consapevole di non poter redimerlo in alcun modo
    Tommaso Ottonieri, Carta Etc.

    (...) il lievito di cui si nutre il vero straordinario elemento costitutivo che fa di questo libro qualcosa di più di un libro sull’essere tossici pensato dalla condizione dell’essere tossici. Ed è lo stile, la lingua, la performante tensione espressiva che alimenta il racconto. Non è questione di scintillante gergalità, che se fosse tale diventerebbe nient’altro che mimesi magari di superiore effetto. Qui la lingua è è rimodulazione complessiva dell’essere dentro, che comprende anche l’essere complesso del mondo circostante, raccontato e ritratto nell’ironico scintillìo di un’invenzione continua capace di sconfinare nel barocco di effetti costruiti con gli artifici della retorica e gettati in faccia al conformismo dell’espressività corrente
    Alfio Siracusano, Stilos

    Cari i miei 25 lettori,

    questo scartafaccio che avete improvvidamente tra le mani è il volume falsamente terzo della mia zoppicante trilogia romanzesca, iniziata con Eroina e proseguita con Cucarachas.

    Se dico che è ‘falsamente terzo’ intendo significare che esso altro non è che il risultato dell’intreccio, in modo come vedrete un po’ bislacco, dei primi due romanzi.

    Va detto, a mia giustificazione almeno parziale, che sin dall’inizio tutto era stato progettato proprio così: due romanzi apparentemente successivi e consecutivi, che in realtà erano il medesimo, smembrato e separato nelle sue componenti essenziali.

    Ora è giunto il momento che l’essere mostruoso e ircocervico si ricomponga e che la falsa trilogia si completi, un po’ come il pistolero ‘doppio’ ne El Topo di Jodorowsky: un solo essere, fatto da un monco e da uno zoppo.

    E’ tempo che si comprenda (o almeno, più modestamente, che io provi a spiegare) come l’oggetto principale di tutto sia stato il tempo e il suo apparente fluire, insomma l’essenziale di qualsiasi romanzo che si rispetti.

    Non si tratta dunque di una trilogia di romanzi (che invero sono solo due, anzi uno) quanto di una trilogia cronologica, o, se preferite, ‘archeologica’, di un’azione che è durata nel tempo, ha progredito, è mutata, fino ad essere ciò che è oggi. Che è ciò che doveva essere sin dall’inizio, anche se allora non avrei saputo assolutamente dire cosa sarebbe stata.

    Per puro scrupolo filologico vi ricordo che il primo romanzo, Eroina, fu pubblicato da Transeuropa nel 1999, mentre il secondo Cucarachas, uscì presso DeriveApprodi nel 2001. Questo secondo ebbe poi una sua storia particolare, perché fu scritto tutto in diretta Internet, sul sito Raisat Zoom. Non ho dati per affermare che esso sia stato il primo, o l’unico romanzo scritto così (badate: non pubblicato su Internet, ma proprio scritto in diretta sulla Rete), ma non ho notizia di altri che si siano cimentati in tale inane esercizio.

    La cosa ebbe una certa moderata risonanza e alcuni (probabilmente voi stessi, miei diletti 25) si collegarono al server per seguire in diretta una cosa così noiosa come il formarsi sullo schermo del racconto di un altro, con tutti i suoi errori, dubbi, ripensamenti: una sorta di shock da operaismo quotidiano dell’ispirazione.

    Spero che mi si perdonerà per aver voluto realizzare il mio scopo con tanta testardaggine.

    A mia discolpa considerate che l’ho fatto solo per seguire, infine, il consiglio del Gran Lombardo che disse «che di libri basta uno per volta, quando non è d’avanzo».

    l.v.

    PRESENTAZIONI:

    24 ottobre 2006
    Milano - Libreria Feltrinelli, via Manzoni
    con Aldo Nove e Marco Philopat

    10 novembre 2006
    Bologna- Libreria Feltrinelli,
    con Nanni Balestrini e Luigi Cinque

    23 novembre 2006
    Padova- Libreria Mel Book Store, via Martiri della libertà 1/a
    con Giulio Mozzi

    Tra Benjamin e gli Aimara di WU MING 1

    postato il 1 settembre 2007 alle ore 19.14 |Lello Voce

    Abbiamo tra le mani un mostro. Una trilogia in un unico volume, la trilogia dell’Enrico, tossicomane sui generis, amante della poesia e amico delle blatte. Lello Voce ha cucito insieme i suoi due romanzi Eroina (Transeuropa, 1999) e Cucarachas (DeriveApprodi, 2001), ottenendo un’opera che è molto, molto più della somma delle sue parti. Ha montato i due romanzi a capitoli alternati, dimodocché a ciascun atto della tragicommedia di Eroina segue una delle lettere dal carcere che (...)


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    Un manuale di autodifesa di Marco Philopat
    Pulp, 2006
    postato il 18 dicembre 2006 alle ore 19.21 |Lello Voce

    Il Cristo Elettrico di Lello Voce è la conclusione, o meglio la fusione di una trilogia iniziata con Eroina (Transeuropa, 1999) e proseguita con Cucarachas (DeriveApprodi, 2001), un libro scritto in diretta web sul sito Raisat Zoom. Lello Voce è un artista poliedrico, poeta, musicista, grande oratore creativo e romanziere. In questa sua ultima fatica Lello affronta la psiche impazzita di un tossico incarcerato per un omicidio di cui ricorda ben poco, avvolto dalla fattanza totale nel (...)


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    Tra la scimmia e il mondo di Alfio Siracusano
    Stilos, 2006
    postato il 17 dicembre 2006 alle ore 17.35 |Lello Voce

    Tempi di fuga nell’abisso, questi della narrativa italiana: Come se voragini di paura si aprissero sempre più fitte e lo scrittore di cose della vita non potesse esimersi dal raccontarle e insieme precipitarci dentro. Lello Voce c’era già dentro coi suoi primi due romanzi(Eroina e Cucarachas), ci resta con questo terzo ancora di più, se possibile, si cala nella fogna che è il vivere comune: visto dall’angolo del tossico, e quindi dal cupo più cupo della disperazione. (...)


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    La lingua elettrica di Voce di Angelo Guglielmi
    L’Unità, 2006
    postato il 5 dicembre 2006 alle ore 10.03 |Lello Voce

    Il Cristo elettrico di Lello Voce è davvero un romanzo coinvolgente. E non perché è una storia maledetta con protagonista (l’Enrico che scrive e sa di poesia) eroinomane e assassino; non perché si svolge quasi per intero in carcere (dove nefandezze e turpitudini fanno a gara per vincere); non perché i pochi orizzonti (anzi luoghi) naturali (il racconto è ambientato in una città di mare - forse Napoli) sono oggetto di una violenta azione di degrado (“D’estate era (...)


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    Realtà tossica per reclusi e cucarachas di Tommaso Ottonieri
    Carta Etc., 2006
    postato il 22 novembre 2006 alle ore 17.41 |Lello Voce

    “Il Cristo Elettrico” è il titolo sotto cui Lello Voce riunisce, in un volume “falsamente terzo” (risultato dell’intreccio, stringente e straniante, dei primi due – quasi l’uno fosse il ‘testo a fronte’ dell’altro), il dittico “tossico” che pubblicò (presso Transeuropa e presso Derive Approdi) in quello stallo epocale, ricco di aspettative e angosce apocalittiche, posto, rispettivamente, nel 1999 e nel 2001 (quello (...)


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    Perché un poeta scrive un romanzo - Un’autointervista
    booksblog.it
    postato il 11 novembre 2006 alle ore 15.39 |Lello Voce

    Gli amici di booksblog mi hanno chiesto di autonitervistarmi a proposito del Critso elettrico. Ho trovato la proposta stimolante. Quello che segue è quanto ne è venuto fuori. Questo tuo ultimo romanzo non è altro che la ripubblicazione dei precedenti due, Eroina e Cucarachas, che narravano in sequenza la stessa storia, quella di Enrico, prima tossico e poi, in Cucarachas, galeotto imprigionato per aver, almeno apparentemente, ucciso la sua ganza, Maria. Tu rimonti i due testi facendo in (...)


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    Acrobazie nel delirio per gli acrobati del degrado di Renato Barilli
    La Stampa - Tuttolibri, 2006
    postato il 2 novembre 2006 alle ore 17.16 |Lello Voce

    Lello Voce, cinquantenne, è tra i migliori esponenti dell’ultima ondata di poeti sperimentali, emersi ufficialmente nei primi Anni Novanta, tanto da sentirsi tentati di costruire un Gruppo 93, raccogliendo tra il serio e il faceto un’eredità dal Gruppo 63, con la pratica più spinta di un polistilismo verbale sparato in tutte le direzioni. Nello stesso tempo Voce conferma una bella peculiarità dei nostri poeti, di non restare chiusi nel loro orticello ma di aggredire (...)


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    Il Cristo Elettrico di Lello Voce - di Manila Benedetto
    www.booksblog.it, ottobre 2006
    postato il 24 ottobre 2006 alle ore 09.33 |Lello Voce

    Lello Voce. Un’istituzione per la poesia performativa italiana, colui che ha introdotto in Italia il Poetry Slam e lo ha diffuso, da autentico Emcee, nelle città come nei piccoli borghi. Dopo l’esperienza dei romanzi Eroina e Cucarachas, dopo il cd di poesia musicale Fast Blood, torna alle stampe con un romanzo incredibile, un pugno nello stomaco per i lettori e i critici. Uscito per i tipi della No Reply, "Il Cristo elettrico" è il falso terzo romanzo della trilogia. In verità (...)


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    In fuga nel buio su un’Alfa rossa di Marco Giovenale
    Il Manifesto, 2006
    postato il 24 ottobre 2006 alle ore 07.42 |Lello Voce

    Sono forse due le qualità principali de Il Cristo elettrico, il nuovo romanzo di Lello Voce appena uscito per la giovanissima casa editrice milanese NoReply (pp.204. euro 14): rapidità della vicenda e densità del linguaggio. Alternando racconto diretto a stile epistolare, Voce scansiona e squaderna gli spostamenti ed episodi o meglio le disavventure del tossico Enrico tra «libertà» minacciata e oscillante, e carcerazione praticamente definitiva. Tutti i più accorti e rabelaisiani meccanismi (...)


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    L’Elettrica solitudine di Voce- di Aldo Nove

    postato il 12 settembre 2006 alle ore 19.11 |Lello Voce

    Il Cristo elettrico di Lello Voce è il libro che sigilla il ricordo di una generazione fiorita negli anni Ottanta e in quegli anni dispersa, magistralmente raccontata da uno dei più grandi poeti italiani. E’ un romanzo aspro, refrattario a ogni possibile forma di occhieggiamento a un pubblico che non si dà a priori, dando così espressione (a partire dall’introduzione, scritta su calco manzoniano, rivolta ai 25 lettori a cui ironicamente parlava il grande Lombardo) a un (...)


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