Lello Voce online



L’esercizio della lingua
Poesie 1991-2008




ABSOLUTE [YOUNG] POETRY & UDINETRADUCE 2009



Facebook

Il programma di Absolute Poetry 2008

CANTIERI INTERNAZIONALI
DI POESIA
DI MONFALCONE
3/7 GIUGNO 2008

Bio - Foto

  • English updated Bio-bibliography
  • Biobibliografia aggiornata
  • German Bio

  • ABSOLUTE [YOUNG] POETRY & UDINETRADUCE 2009

  • ABSOLUTE [YOUNG] POETRY & UDINETRADUCE 2009
  • Baldus

  • Frontespizi e sommari di Baldus
  • Appunti di dinamica dell’ibrido
  • Editoriale del numero 0 (Mariano Bàino)
  • Facebook

  • Facebook
  • Fast Blood

  • Lai del Ragionare lento
  • Wu Ming 1 introduce in versi Fast Blood
  • Poesia di crossover di Roberto Carnero
  • Il Cristo Elettrico

  • Tra Benjamin e gli Aimara di WU MING 1
  • Un manuale di autodifesa di Marco Philopat
  • Tra la scimmia e il mondo di Alfio Siracusano
  • Interviste e dialoghi

  • La verità del corpo - Intervista a Joumana Haddad
  • Poesia, un grido ti salverà - Intervista a Gabriele Frasca
  • Uno Shakespeare italiano (e postmoderno?): intervista ad Edoardo Sanguineti
  • L’esercizio della lingua
    Poesie 1991-2008

  • Piccola cucina cannibale - Video clip live
  • La Canzone del maggio - A poetry dis-cover
  • La parola si fa dura e poi si arrende al gioco - di Anna Fiorino
  • Net&Blog

  • Blog: il dialogo alla riscossa
  • La Rivoluzione dei Weblog: Reporter Associati
  • La Rivoluzione dei Weblog: intervista a Personalità Confusa
  • Piazza Alimonda

  • Dopo un po’ d’anni per non dimenticare...
  • Il popolo dei limoni di Lello Voce
  • Il limone è giallo, nasce in luglio. di Silvia Ballestra
  • Poesia

  • Rap di fine secolo [e millennio]
  • Napoletana (serenata a dispetto)
  • Sior Ministro (giambo con rime equivoche)
  • Poetry Slam

  • Una polemica denuncia: giù le zampe dal Poetry Slam!
  • Enzo Mansueto intervista Lello Voce su Poetry Slam e «Live Poetry»
  • Il Poetry Slam, intervista a Lello Voce [Rai Libro.it]
  • Prosa

  • La creazione delle ceneri (Predica per il giorno che sarà dispari)
  • Malacopia
  • Maldiminiera
  • TaZmanian works

  • Il protezionismo delle narcomafie
  • I Poeti con la Posteggia
  • La poesia è una scimia che si chiama Tombo
  • Teoria/critica

  • La poesia che pensa il futuro - ’Caosmogonia’ di Nanni Balestrini
  • Il corpo nudo dell’eroina
  • Le stelle nane di Caterina Venturini
  • www.lellovoce.it
    Una polemica denuncia: giù le zampe dal Poetry Slam!

    postato il 2004-08-22 15:51:23
    da Lello Voce

    Io sono contrario al copyright. Lo aborro. Ciò non toglie che pensi che chiunque copi le idee altrui, o si impossessi degli scritti degli altri, delle loro iniziative, in modo fraudolento, distorcendole e infangandole, sia un pessimo soggetto. E’ falso ed ipocrita, per dirla con evangelica litote.
    Per questo, dopo molti mesi di pazienza, ho deciso che era arrivato il momento di dire basta.
    Signori di Interrete giù le zampe dal Poetry Slam! E giù le zampe da ciò che scrivo!
    Ma vi faccio un sunto dell’intera faccenda, prima di proseguire…
    Qualche tempo fa, a maggio, nei giorni dell’ultima Fiera del Libro di Torino, mi giunge una telefonata allarmata dagli amici di Sparajurij: «Lello, guarda che c’è un tizio, qua al Lingotto, che delira e dice di essere stato lui a introdurre il Poetry Slam in Italia!» Sono cascato dalle nuvole. A chi poteva venire in mente di dire castronerie del genere in pubblico, e per giunta alla Fiera del Libro di Torino?
    La storia della nascita dello Slam in Italia è ampiamente notiziata, ne hanno parlato quotidiani, settimanali, riviste, siti Internet, trasmissioni radio e televisive. Su una cosa non c’è dubbio alcuno: che ad aver organizzato il primo Poetry Slam italiano è stato il sottoscritto, con Nanni Balestrini e Luigi Cinque, nel marzo del 2001, vincitrice Sara Ventroni, ospite Edoardo Sanguineti, e che al sottoscritto si deve la sua diffusione in Italia. Potrei fare un elenco lunghissimo di pezzi giornalistici, trasmissioni, interviste, che confermano quello che dico. Lo sanno anche le pietre in Italia e - posso dirlo senza ibris - anche qualcuno fuori d’Italia (potrei citare Marc Kelly Smith ad esempio, o Rayl Patzack, o gli amici del Poetry Festival di Rotterdam). Su questo stesso sito c’è materiale in abbondanza. Dunque inutile tediarvi ancora. Chi vorrà controllare, ne avrà agio.
    Ma allora perché un tale signor Rossano Trentin, che era lì con il signor Andrea Giannasi e che con l’ulteriore signor Massimiliano Zantedeschi mi risulta che diriga l’inclita associazione culturale Interrete, da me mai conosciuto, invitato nientemeno che alla Fiera del Libro di Torino per organizzare uno Slam, invece di slammare, stava lì a dire bugie in pubblico e a farsi bello con le iniziative altrui?
    Era mai possibile che chi dirigeva una manifestazione prestigiosa fosse stato tanto malaccorto da mettersi nelle mani di un tizio del genere? Ma era proprio così. Una vera vergogna, ma le cose stavano proprio in questo modo!
    Gli amici di Sparajurj, ovviamente, alla fine della dotta prolusione del Trentin, si sono alzati e hanno detto a tutti come stavano le cose. Lui pare che abbia biascicato qualche scusa, né mi risulta che poi chi dirige tanto prestigiosa manifestazione libraria si sia curato di cacciarlo via a calcioni nel sedere per le figure grame che procurava. Morta lì. E morta lì pure per me, anche se molti amici mi dicevano: fa’ qualcosa, questi qui procurano danni a tutti! Intervieni!
    Ho lasciato perdere: in fondo erano fatti loro, loro problemi, se per sopravvivere nella giungla letteraria avevano bisogno di fare cose del genere. Da allora mi sono arrivate varie notizie (e proteste) su Slam male organizzati, con regole inventate lì per lì, e, di dritto o di storto, Interrete c’entrava sempre, ma continuavo a dirmi: lascia perdere, lo Slam non è proprietà di nessuno, ognuno si organizza gli Slam che si merita, ecc.
    La pazienza l’ho persa qualche giorno fa, andando per caso visitare il loro sito. Non solo Gatto Trentin e Volpe Zantedeschi andavano in giro a dire frescacce, ma avevano pure deciso di cambiare il regolamento dello Slam - facendosene uno a uso, consumo e interesse proprio; non solo copiavano frasi intere dei miei scritti, senza il pudore di citare almeno una volta la fonte ( un esempio tra tanti, dal loro Manifesto dello slam: «Lo Slam Poetry è un modo nuovo di proporre la poesia al grande pubblico, una modalità inedita e rivoluzionaria di ristrutturazione del rapporto poeta - lettore. Lo Slam è sport e arte della performance, è poesia sonora, vocale. Lungi dall’essere un salto oltre la critica, il Poetry Slam è un invito pressante al pubblico a farsi esso stesso critica viva e dinamica.» Belle frasi, peccato che siano copiate in modo pressoché integrale da miei scritti ampiamente pubblicati, ad esempio qui), ma a piè pagina ci avevano pure messo il simboletto del Copy. Per carità: proprietà letteraria riservata e privatissima!
    Si mette il copy su idee, su frasi intere, copiate dagli altri… Robe da pazzi!
    Ho sempre passato i compiti a scuola, ma ho sempre odiato chi provava a copiare alle mie spalle. Normalmente erano quelli, che non solo erano asini, ma anche viscidamente serpentini.
    Infatti, il Regolamento di gara, i Signori di Interrete - tra un plagio e un altro dei miei scritti - se lo erano cambiato proprio bene: 4 giurati popolari e un Presidente (proprio così: un PPPPPRRRRResidente, ovviamente deciso da loro) in modo da tenere tutto sotto controllo… Bella roba davvero. Direi una vera truffa!
    chi non ci crede può andare a controllare qui, avendo la pazienza di andare all’art.6 di detto (anzi cosiddetto) Regolamento. Ovviamente ognuno può organizzarsi le gare di poesia che gli pare e come gli pare, ma un Poetry Slam è un Poetry Slam e questa roba di Interrete con gli Slam non ha niente a che fare.
    Tanto per chiarezza: lo Slam non tollera presidenze!
    . E taccio sulle altre incongruenze presenti nell’interessantissimo scritto, ma che chiunque potrà notare confrontandolo con l’originale e comunemente accettato regolamento ufficiale della Poetry Slam Association e che è visibile qui.
    Tuteliamo l’interesse dei consumatori (il pubblico) e dei lavoratori/produttori (i poeti) che fanno la meravigliosa realtà dello Slam italiano. Che mi prescinde e ormai (fortunatamente) mi sommerge. Ma che non ha niente a che fare con quanto organizzato da certi personaggi i quali, pur millantando meriti pionieristici, non hanno ancora capito che la dicitura giusta dell’evento è Poetry Slam e non Slam Poetry, essendo Poetry attributo del sostantivo Slam ed essendo la lingua in questione il buon vecchio inglese…
    Personaggi che, con la presente, diffido dal continuare a copiare pezzi interi dei miei scritti senza citarne la fonte, poiché essi, pur non essendo tutelati da copyright, lo sono da Creative Common License (vulgaris: copyleft) che impedisce il riutilizzo di alcunché, se a fini di lucro e senza citarne la fonte. Altrimenti credo che ne parlerò al mio amico avvocato, che è nervoso e comunista. Ho bisogno di qualche soldo, il mio bambino cresce…
    Invio copia della presente - of course - a Interrete, all’Ufficio stampa della Fiera del Libro di Torino e a qualche quotidiano, su e giù per l’Italia. Ovviamente non mi mancherà occasione per ripeterlo dal palco nel corso dei miei Slam… Sarò grato a tutti gli amici blogger che vorranno - per amore della verità e per lo sfizio di fare uno sgarbo a chi mariuoleggia - riprodurlo nella loro column. Se non ci diamo una mano tra noi, che non siamo favorevoli alla proprietà privata delle idee, finirà che certi paladini del copy ci ruberanno pure il sito su cui scriviamo!
    No more, please, I’m staying tuned: buona fine di agosto a tutti!
    Lello Voce

    PS: ringrazio Princess Proserpina, Quattropassi, Sparajurj lab., Macchianera che hanno già accettato di rilanciare questo mio scritto sui loro siti.


    24 commenti a questo articolo

    Giù le zampe dallo Slam e anche dalla Poetry Action!!
    2006-04-30 17:35:18|di System’s Shutdown (by MACHINA AMNIOTICA)

    Solidarietà piena e "Maximum Respect" a Lello Voce, agli amici torinesi di SparaJuri, a Sara Ventroni, a Giovanna Marmo e a tutti i poeti italiani che hanno portato da noi lo SLAM.

    Siamo tutti ovviamente e da sempre NoCopy o Copyleft. MA NON PER QUESTO SIAMO IMBECILLI!

    E’ davvero tempo di difenderci da chi (sotto lidi diversi e a diverse latitudini, anche qui da noi in Sardegna) asserisce di aver INVENTATO qualcosa in ambito poetico e cerca di porvi sopra il proprio bollino d’autore di merda!

    La cosa è valida sia per lo slam che per i vari personaggi che belli ultimi vanno oggigiorno in giro (perchè fa tanto trendy e magari si cucca pure di più... bambole...), come tante giovani volpi dell’editoria a presenziare ai mille festival, congressi, rassegne o sulla stampa e sui media o sul web e chissà cos’altro, tutti FALSI e con le loro linde camiciuole bianche alla baricco, pronti a farsi belli con i readings di poesia e musica, con i cut-ups, i dj-sets e le improvvisazioni. Pensano di essere primi, originali e unici o addiritura di aver inventato davvero qualcosa di nuovo..!

    Cacciamoli fuori da qualsiasi contesto riguardi il FARE POESIA con la libertà e sincerità che noi intendiamo!
    Boicottiamo questi subdoli scrivani, questi luridi e ignobili scriba, viscidi servi del loro faraone di turno.

    Sotterriamoli sotto tonnellate di pagine urlate da tutti noi in coro e prese, a caso, da uno qualunque dei testi di William Burroughs!

    Boicottiamo i loro lavori e i loro scritti con ogni mezzo. PERCHE’ NON FANNO PARTE DI NOI e NON FANNO ASSOLUTAMENTE POESIA!


    MACHINA AMNIOTICA - Progetto di Musica e Poesia (fondato a Cagliari nel 1993)

    > Una polemica denuncia: giù le zampe dal Poetry Slam!
    2004-10-27 14:36:28|di PROFE

    NON HO PAROLE.
    MA LA DIGNITA’ DOV’E’?
    COPIARE, SCOPIAZZARE, SOTTRARRE LE IDEE.
    QUESTA E’ LA FINE DELLA CREATIVITA’?
    EPPURE NON IMPARIAMO QUESTO COLTIVANDO LA NOSTRA MENTE, STUDIANDO, DOCUMENTANDOCI.
    ALLORA DAVVERO NON SO CHE DIRE.
    DA PROFESSORE MI RAMMARICO.
    AI MIEI STUDENTI FORTUNATAMENTE NON DEVO RICORDARE CERTE COSE.
    A LORO LA CREATIVITA’ NON MANCA.
    EPPURE PENSAVO CHE LA FALSITA’ FOSSE COSA RECENTE.
    PENSAVO CHE LE GENERAZIONI ODIERNE MANCASSERO IN QUALCOSA.
    INVECE SONO COSTRETTO A CONSTATARE CHE PERSONE CHE GIA’ RIVESTONO DETERMINATI RUOLI, A QUANTO PARE, ALL’INTERNO DELL’AMBIENTE CULTURALE (AHIME’) NON SANNO GESTIRE LA LORO POSIZIONE.
    SPACCIARSI PER PERSONE DI CULTURA, AMMIRATORI DELLA POESIA, PER RAGGIUNGERE CHISSA’ CHE SCOPI, NON E’ CERTO UN ONORE.
    E UN UOMO QUESTO DOVREBBE SAPERLO.
    FIGURIAMOCI UN UOMO "COLTO".
    LELLO, HA LA MIA SOLIDARIETA’, ANCHE SE FORSE BISOGNAVA SOPRASSEDERE UN
    ATTIMO. REAGIRE D’IMPULSO A VOLTE CREA PIU’ CONTRASTO DI QUANTO SI CREDA.
    MA IMMAGINO LA TENSIONE, LA RABBIA.
    ANCHE QUESTO APPARTIENE ALL’UOMO DEL RESTO.


    > Una polemica denuncia: giù le zampe dal Poetry Slam!
    2004-10-26 20:57:17|

    avevo scritto qualcosa anch’io, qualcosa di forte, di doloroso forse.
    ma tanto, il destinatario, i destinatari, non l’avrebbero mai capito.
    perchè è nel loro essere il "non comprendere".
    ma questo pc l’ha inghiottito e sono rimasta a mani vuote.
    meglio cosi’.
    meglio vuote che piene di cose morte.
    perchè ormai sono morte.
    ed è una liberazione.
    ma in fondo a che serve tutto questo?
    a nulla.
    e, in realtà, mi viene da ridere.
    e rido di gusto.
    rido di me e di quello che è stato.
    rido, ora rido...e ne ho davvero motivo.
    davvero.


    > Una polemica denuncia: giù le zampe dal Poetry Slam!
    2004-10-08 14:00:22|di Angelosky Zabaglioky

    Beh! che devo dire, mi chiamo Angelo Zabaglio, ho partecipato allo slam di Torino ed ho vinto. avevo partecipatogià ad altri slam (non solo con Interrete) anche robba un pò più caciarona... che cacchio devo dire?! il copia incolla, spero sia stato fatto in buona fede... la polemica al lingotto sinceramente non l’ho vista, non mi pare che qualcuno abbia rotto le palle in pubblico e trentin abbia fatto quello che hai scritto (ti do del tu caro Lello).
    alla fine a me, da ragazzo di 25 anni senza ideali e passioni, dicevo: alla fine a me che cosa me ne frega! scannatevi tra di voi! io mi pijo i miei spazi dove mi danno un microfono e cerco di dire le mie poesiole... mi dispiace veramente per questo casino... sono troppo vigliacco per prendere una posizione, lo capisco... o forse solo perchè ho capito che quello che probabilmente so fare meglio è scrivere... magari un giorno ci farò una poesia su sta faccenda... magari stica!

    comunque suprema stima per Lello Voce e per tutti quelli che (in qualsiasi modo) diffondono opere in giro che suscitano tremiti nei testicoli, nello stomaco e nei peli del petto. (per le ragazze: erezioni capezzolari)

    Scusate se ho preso la signorina grammatica e le ho tirato un calcio tra le cosce!

    Angelo Zabaglio


    > Una polemica denuncia: giù le zampe dal Poetry Slam!
    2004-09-10 20:30:51|di sparajurij

    questa è già tutta un’altra bella storia


    http://www.sparajurij.com

    > Una polemica denuncia: giù le zampe dal Poetry Slam!
    2004-09-09 19:55:10|

    A voce

    Cara voce
    Si avvicina
    Questa coda del giorno che ci trascina
    Come pulci addomesticate
    Che sanno saltare e mettersi il rossetto
    Dove finiscono i peli?
    Restano a mangiarsi in fondo alla vasca
    E i cani hanno paura dell’acqua
    Perdono le zampe sulla riva
    e seguono qualche altro padrone

    Cara voce
    Non ho niente più in là di queste mani
    Che girano gli occhi e perdono il segno.
    Dove siamo arrivati a leggere
    È un’insegna luminosa che minaccia un autogrill
    O un temporale.
    Dove siamo arrivati a leggere
    È una pistola di pelle che si spunta le tempie
    È un fornaio che non vuole scivolare
    Via dalle mie gambe.
    Sai come fanno i bambini quando cadono?
    Si sbucciano le ginocchia e poi se le mangiano.
    Dove siamo arrivati a leggere
    Nessuno ricorda che eravamo partiti per amore
    Per stare seduti vicini
    E prestarci il rosa a spirito,
    Per staccare i fogli nel mezzo
    E contarci i denti con la lingua quando non bastano più le dita,
    Fare le cornicette col bordo del diario
    Scrivere cosa hai mangiato a natale
    che la tua migliore amica si chiama Manuela ed è alta un metro e cinquanta
    e ha la cartella azzurra di Pippo

    Cara voce
    noce
    croce
    Alessandra
    Salamandra
    Melarancia
    cassapanca
    Ti ricordi che eravamo partiti per amore?
    Perché la poesia fa restare gli uomini in piedi
    Vuoi ricordarlo anche a queste persone che ci girano intorno
    Si danno la mano solo per gioco
    E cantano in coro l’una sull’altra
    Casca il mondo
    Casca la terra
    Siamo finiti tutti giù per terra

    Alessandra Carnaroli


    > Una polemica denuncia: giù le zampe dal Poetry Slam!
    2004-09-02 15:59:37|

    Barbara cara,
    io mi limitavo a citare ciò che mi hanno detto da Torino. Che poi le contestazioni Sparajurij le abbia fatte in piedi o seduti non mi pare cosa di gran momento.

    Piuttosto perchè non ci dici il tuo parere sulla bella operazione di copia-incolla dei miei testi che il Gatto e la Volpe hanno messo in piedi, salvo poi oscurare tutto perchè sanno di avere torto marcio?

    Caro Michele, le polemiche a volte ci sono e sono polemiche, non credo che discutere delle cose allontani qualcuno dalla poesia, a meno che non costui non pensi che fare letteratura in italia ( e dovunque) sia esercizo arcadico e innocente. Cosa che naturalmente non è..

    Caro 8tt. Se ti riferisci a Tommaso Ottonieri che indicò i nomi dei poeti romani del primo e secondo slam, non ho difficoltà a confermare il fatto. Che poi Ottonieri si sia battuto perchè lo Slam continuasse ad essere ospitato dove era ospitato, bhè, diciamo che mi è cosa più dura da convenire. Comunque sia io cito solo Balestrini e Cinque perchè con loro si prese la decisione di rischiare, su mia proposta. Poi di amici da citare ce ne sarebbero tanti. Ottonieri, certamente, ma poi Anna Paola Bonanni che ci ha fatto ’quadrare’ conti e organizzazione a Roma e Bolzano per 2 anni, e Daniela Rossi, che si danna per diffondere ovunque possa lo slam, ecc.

    A tutti, e sottolineo tutti, vanno i miei grazie. Lo Slam in Italia si è affermato infine grazie a pubblico e poeti, tutti quelli che hanno accettato di giocare.

    Detto questo credo che avrei comunque avuto qualche possibilità alternativa alle veline nel casting di Roma 2001, anche senza il prezioso e competente aiuto di Tommaso.

    Mi spiace che il sistema si sia mangiato un commento, ma il sistema di inserimento mi pare sinceramente failissimo e molto intuitivo.
    Proverò a vedere se in archivio è rimasta traccia del tuo intervento ’Ur’

    Un salutone

    Lello


    > Una polemica denuncia: giù le zampe dal Poetry Slam!
    2004-09-02 08:20:36|di Barbara Pinchi

    Scusate per il ritardo.

    Cito testualmente dall’articolo di Lello Voce: " Gli amici di Sparajuri, ovviamente, alla fine della dotta prolusione del Trentin, si sono alzati ed hanno detto a TUTTI come stavano le cose. Lui pare abbia biascicato qualche scusa...."

    DIRESCRIVERECOSENONVEREPER
    APPROSSIMATEZZAOFRAUDOLENZA...
    Scusate ma anche per me è una questione di qualità, in effetti solo una formalità.

    Barbara


    BREVE RISPOSTA AGLI SPARAJURJ

    > Una polemica denuncia: giù le zampe dal Poetry Slam!
    2004-09-02 00:56:52|di [T.8tt]

    a Lé (cazzo ero stato un’ora ti avevo scritto un mezzo paginone, ma ’sto sito se l’è magnato - ma pecché non semplifichi un pochetto l’immissione-testo nel forum? questa storia del link ipertestuale è micidiale), insomma, non è che ci tenga così tanto, ma per me sbagli a omettere (sistematico, ahimé) il nome di colui che (in qualità di Selezionatore) ha organizzato con te, e Balestrini, e Cinque, il primo e i primi (e non solo) e più delicati slam... Senza quei quindici, e poi quindici, e poi quindici, e poi,e ecc., ecc., nomi forniti da una smazzante selezione, lo slam te lo facevi da solo: e facevi da te tutte e 60 le parti, e tutte e 60 le voci. O, in alternativa, chiedevi a mediaset di passarti una sessantina di aspiranti veline. [Sai non è che ci tenga, questo selezionatore, ad essere citato; ma insomma, cumpà, la domanda è sempre quella: siamo compagni, o caporali?] p.s. non offenderti se non vedrai mie eventuali risposte a eventuali repliche o domande, i prossimi giondi, ma sono qui di passaggio, e sarò senza connessione per diversi giorni...... p.s. (soprattutto:) Lello ti voglio bene! — Sganciamo i fili, te prego, e agganciamoci alle reti.


    > Una polemica denuncia: giù le zampe dal Poetry Slam!
    2004-08-31 18:41:24|

    Sono praticamente inciampato in questo "forum".
    Non sono un esperto di poesia, tanto meno un esperto di Slam Poetry.
    Gatti & Volpi, Scudieri & Cavalieri… Non voglio accusare né difendere nessuno, ma non vi sembra che questa polemica sia fine a sè stessa e i toni piuttosto aggressivi, per non dire un tantinello snob?
    Dalle (troppe) righe di questa pagina non viene certo fuori uno smisurato amore per la poesia.
    Pare un processo di biscardiana memoria.
    Cosi’ la vostra non diventa una passione contagiosta; e per chi, come me, vorrebbe e dovrebbe avvicinarsi alla poesia, è più che un peccato: è forse un piccolo delitto.

    Michele


    Poca roba
    2004-08-27 12:15:38|di Lello Voce

    Poca roba Buffy Buffa. Scrivi tanto ma dici poco oltre insulti e stupidaggini. il Cavaliere te lo lasciamo tutto a te. L’unica pagliacciata qui sono i tuoi post.
    Un cordiale addio
    lello


    > Una polemica denuncia: giù le zampe dal Poetry Slam!
    2004-08-27 09:04:02|di Buffy

    Politica, politica, politica.
    Quello che fate è solo quello... e anche piuttosto male.
    Io non volevo assolutamente difendere Interrete ( ho detto chiaramente che lo slam è una pagliacciata)ma non parlate di dialogo e comunità quando l’unica comunità che vi interessa è la vostra... pseudocomunista e da centro sociale.
    Questo piccolo circo che avete inscenato con la poesia non c’entra un fico secco, questa è politica.
    Ripeto, nessuno che abbia parlato di poesia.
    Un dialogo costruttivo è un’altra cosa. Dalla lettera iniziale di Lello Voce tutto sembrava diverso, poi avete cambiato versione. Non avete dato uno straccio di giustificazione ai pareri contrari.
    Lello - il messia - ha adirittura lanciato la paternale da grande saggio dello slam.
    Nessun commento sul business legato allo slam in america, solo le sue solite starnazzate sul fatto che lui è il più bravo e gli altri fanno schifo.
    E voi -scudieri, perchè è quello che siete- al culmine della fantasia avete tirato in ballo adirittura "il cavaliere".
    Complimenti per la fantasia.
    Non vale nemmeno la pena di perder tempo.
    Statemi bene.
    Buffy


    > Una polemica denuncia: giù le zampe dal Poetry Slam!
    2004-08-27 00:18:05|di sparajurij

    la cosa migliore degli slam a cui abbiamo partecipato come ospiti:
    - che sono una cosa seria.
    - che non ci si prende sul serio.

    ogni slam come va, va.
    si danno alle persone delle poesie che vengono lì per prendersele, per farle diventare parte possibile di sé. è molto vivo e semplice. spesso, quando ci sono poeti bravi, il loro essere poeti sparisce. ad esempio se c’è qualcuno come filippo timi, stefano raspini o sara ventroni, il pubblico che se li trova davanti e sa che in uno slam la poesia può appartenere a tutti, torna a casa prendendosi tutto il bene e il male che c’è appena si è vivi almeno un po’.

    p.s. cara buffy, scudieri ’na sega. l’unico cavaliere che conosciamo lo vedremmo bene trafitto da un raggio di merda, come dice Raspini. esiste e resiste una cosa che di sicuro anche tu conosci e che si chiama amicizia, la quale prevede un approccio verbale talvolta personale e fiducioso, spontaneo e consensuale. quando accadono cose di interesse comune se ne parla stop.
    non si è fatta una scenata isterica e paradossale rispetto alla povertà della realtà presente perché è naturale che sia così, se ne è discusso brevemente col distacco necessario. anche lello apprese la notizia di non esser stato lui, bensì interrete a portare lo salm in fratelli d’Italia, con la stessa ironica sorpresa.
    detto ciò, verificate reiterate imprecisioni nell’atteggiamento degli stessi agenti in borghese, uno decide di puntualizzare e lo fa e fa bene.


    Ognuno ha il nome che si merita (+ una riflessione seria sullo slam)
    2004-08-26 19:33:48|

    cara Buffy certo che ognuno ha il nome che si merita. Quello che scrivi semplicemente non ha senso: paladini, scudieri, insulti sullo slam, ritrattazioni che non esistono, supponenze sfuse. Ma in fondo sono problemi tuoi. Grazie comunque dell’attenzione e buona poesia a te (la tua naturalmente, che è assai diversa dalla mia)

    agli altri propongo una riflessione seria sullo slam (spero non seriosa) stimolata dal dibattito in corso su Nazione Indiana.

    Un poetry slam non è un concorso di poesia in estemporanea, e nemmeno la Corrida. Non è trash poetry. Né la soluzione ai problemi della poesia. Ci sono ottimi poeti che fanno slam. Altri, altrettanto bravi che preferiscono di no.

    Lo slam è semplicemente un gioco. Un gioco che ha avuto successo. Addirittura direi un successo ‘popolare’. Ma perché è accaduto questo. E qual è il gioco che si gioca?
    Durante un poetry slam forse i poeti giocano a fare i poeti? Certo che no, sono poeti veri (bravi o meno ). Forse è il pubblico che gioca a fare il pubblico? Meno che mai, il pubblico dello slam è un vero, normalissimo, pubblico.

    Ma allora qual è il gioco che si gioca giocando lo Slam e che piace tanto ai tanti che lo fanno (pubblico e poeti)?

    La mia risposta è: si gioca a fare la comunità, a competere cioè a condividere, a giudicare, cioè a prendersi delle responsabilità, a dissentire, cioè a fare delle scelte. E noi non siamo più abituati a far parte di una comunità. Così ci piace giocare al gioco della comunità. Ci è addirittura indispensabile. Per riabituarci. Da quegli infanti socialmente atrofizzati che siamo diventati.

    Credo che in fondo la faccenda sia tutta qua. Allegorizziamo attraverso il gesto gratuito e socialmente innocuo del giudizio estetico, quel giudizio, politico e antropologico, sommamente rischioso, di cui non siamo più capaci e di cui rischiamo di perdere anche la memoria, ma che è necessario, indispensabile a qualsiasi società. C’è chi la chiama partecipazione. Altri politica. Ma sono comunisti.

    E’ questa la ragione per la quale qualsiasi regola dello slam può essere cambiata, adattata, violata, distorta tranne una: quella che riguarda la giuria: popolare ed aleatoria. Come la realtà.

    Un’altra notazione.

    L’EmCee non è un presentatore e nemmeno un presidente di Giuria. Piuttosto è il demiurgo. L’EmCee è il garante, colui che permette il gioco perché fa da tramite comunicativo, (perché ogni gioco è ovviamente comunicazione) ed è il corifeo, colui che annuncia che la poesia è tornata nella comunità e vuole parlare con e della comunità.

    E’ per questo che poeti bravissimi accettano sorridendo votazioni bassissime. E per la medesima ragione, chi invece vince, non pensa di essere il migliore, crede solo ( e ritengo a ragione) che quella sera è stato più utile e efficace di altri. E se vince danaro anche più fortunato.

    Poiché ognuno di noi che fa slam sa che ogni slam rimette tutto in discussione e che al gioco non c’è fine.


    > Una polemica denuncia: giù le zampe dal Poetry Slam!
    2004-08-26 17:46:47|di Buffy ( l’ammazzavampiri)

    Caro Lello, proprio curiosa la polemica in cui mi sono imbattatuta in questi ultimi giorni di Agosto.
    Stupida,curiosa ma godibile fino alla fine, visto che ora vedo che dopo tutto questo gran polverone di fronte alle lettera di tale Barbara Pinchi anche i tuoi prodi scudieri fanno marcia indietro e ti sbugiardano senza rendersene conto.
    Ma non ti avevano raccontato di aver difeso in pubblico il tuo buon nome alzandosi e raccontando a tutti la verità?
    Premetto che a differenza della "poetessa di Interrete" io mi sono solo imbattuta per caso nello slam. Proprio a Torino, proprio al salone... ma ti giuro io non ho visto nessuno dei tuoi amichetti.
    45 minuti di sfide all’ultimo sangue stile boxe dilettantistica... invenzione ingenua che solo gli americani potevano estrarre dal loro cilindro magico.
    Un bel "messaggio cardiaco" alla poesia morente o forse già morta.
    Sta di fatto che vedo lo slam e mesi dopo leggo in rete di questa polemica.
    Leggo anche dell’intervento dei tuoi scudieri e sorrido, dico: ma pensa se devono inventarsi ste bugie per accampar diritti su una tale scemenza.
    "Giù le zampe dallo slam". Bello lo slogan, che fai combatti chi vuole monopolizzarlo e poi ti gonfi il petto e dici di essere "l’unico messia" dello slam in Italia ( io sono stato il primo, io comosco gli americani...io, io, io... ).
    E ancora legiferi sul regolamento e poi, ingenuamente, dici che si possono cambiare tutte le regole ma non quella (l’unica mi sembra) che hanno cambiato i tuoi rivali.
    Ma dai... tanto più che il giudizio è pubblico e la gente vede i voti.
    Una polemica e seria se si basa sui dati di fatto... queste mi sembrano le litigate che si facevan da bambini giocando a nascondino...
    E poi dici di odiare il copyright e t’incazzi per cinque righe... nemmeno fosse la divina commedia.
    A maggio dopo il teatrino mi ero fatta un’idea sullo slam... e dopo queste ultime uscite non posso che confermarla. Tanto "starnazzare" su regole e regolette e nessuno che parli di poesia.
    Tanto starnazzare sullo slam e pensar agli americani e poi nell’Italietta nostra politicizziamo anche questo.
    Sai, per curiosità, sono andata a veder che fanno gli americani... bè non c’è che dire un bel bussiness.
    Loro vendono le magliette e i capellini e voi fate politica...
    Padronissimi, ma non è il modo combattere il sistema... proprio no!Così è ridicolo.

    In bocca al lupo comuque... e buone slemmate!

    Buffy


    > Una polemica denuncia: giù le zampe dal Poetry Slam!
    2004-08-26 13:18:49|di sparajurij

    ovvio che non si sia fatta una patetica piazzata che avrebbe magari spiazzato i piazzisti ma non aggiunto nulla la delirio fieristico in cui ciò era inserito.
    si è semplicemente fatto notare ai diretti interessati che la vicenda dello slam in italia noi la si conosceva diversamente, come di certo anche loro.
    l’universale nel relativo è un complotto, per cui è meglio ritornare all’origine del problema:
    e cioè dire e scrivere cose non vere per approssimatezza o fraudolenza che sia, magari sbandierandola come poesia.

    anche noi organizziamo slam. non ufficiali. a volte qualcosa la cambiamo, sperimentiamo giochiamo ma non ci appropriamo.

    è una questione di qualità, una formalità.

    ciao


    breve risposta a barbara

    Cara Barbara...
    2004-08-25 17:44:03|

    barbara cara,

    mi fa piacere che tu partecipi agli slam Interrete e che li apprezzi. peccato che - se funzionano sulla base del regolamento pubblicato - non siano slam. Mi spiace sapere che ci sono altri che fanno corbellerie e tramacci tipo due ’esperti’ di poesia in giuria, ma questo non cambia le cose. perchè non provi prima di andare avanti nella discussione a dirmi che pensi della bella idea Interrete di copiare e poi porre sotto copy pezzi interi dei miei scritti senza citarne la fonte? Non credo che alcuno sia obbligato a fare Poetry Slam secondo le regole, ma se si tocca la giuria popolare, quella roba non è più uno slam: è un concorso, una gara di poesia, un premio estemporaneo, ma con lo spirito dello slam non c’entra un bel nulla. Poi ognuno è libero di partecipare a quello che gli pare e pure di esserne soddisfatto. Pr quanto riguarda le millanterie di primogenitura, leggi cosa scrivono loro stessi e vedrai... In che consisterebbe l’anteprima nazionale di Interrete?
    ma per oggi, davvero, basta così!
    Lello


    > Una polemica denuncia: giù le zampe dal Poetry Slam!
    2004-08-25 16:24:47|di Barbara Pinchi

    Mi chiamo Barbara Pinchi, ho partecipato e partecipo agli Slam di Interrete. Ho letto le critiche giunte all’Agenzia da parte tua.

    La prima volta che mi hanno invitata ad uno Slam ho fatto un giro su Internet perchè volevo avere più informazioni possibili... Lello Voce e le sue iniziative erano indubbiamente in primo piano, gran pioniere del Poetry Slam. Sono stata a Roma a vedere/sentire il Primo Poetry Slam Internazionale organizzato da te per RomaPoesia e ne sono rimasta entusiasta. Partecipare agli Slam è stata per me una grande esperienza, emotiva, fisica, ho sfidato i miei occhi e la mia mente. Ho conosciuto fantastici poeti e le loro performance, sono cresciuta e sono tornata piccola. Al di là del risultato (maiarrivataprima!) io devo ringraziare l’Agenzia Interrete che mi ha dato questa curiosissima possibilità. Non credo, sai, che i poeti che partecipano agli Slam di Interrete siano tutti così superficiali e sprovveduti come pensi: io prima di partecipare ho letto il regolamento, se non mi fosse piaciuto o lo avessi trovato fraudolento non avrei certo partecipato -tantopiùchenonmipaganessuno! -.
    Non scrivo per mettere in discussione le regole dello Slam, tu ne hai certo ampia conoscenza, ma mi chiedo cos’è che è giusto o sbagliato e tanto più chi è che DECIDE cos’è regola e cosa non regola. Sò che si stanno facendo diversi Slam in Italia, non tutti possono purtroppo essere visti da tutti e non tutti possono essere "controllati". Mi chiedo come tu possa dire con assoluta certezza, mettendo in discussione la qualità degli Slam di Interrete -senzavernemaivistouno- che si tratti di truffe. Questo sicuramente mi lascia perplessa. Posso anche mettere io per prima in discussione la necessità o meno di un presidente di giuria, posso però altrettanto mettere in discussione il libero arbitrio di poter cambiare a seconda delle "esigenze" altre regole. Chi è che decide quali regole si possono/devono mantenere o quali si possano/volendo cambiare? C’è per caso un PRESIDENTE degli Slam?! A me per esempio l’idea che un poeta vada sul palco e si: addobbi/portioggetti/simettasuonarestrumenti non piace affatto. Credo nei bravi poeti e nella loro forza di trasmettere emozioni, a vedere gli show vado da un’altra parte. Da uno Slam mi aspetto POESIA, VOCE E PASSIONE (cometuciinsegni). Non credo che uno Slam possa essere definito una pagliacciata ( se non altro per rispetto dei poeti -braviomenobravi- che hanno partecipato, perchè comunque sono loro a fare Slam) perchè c’è un presidente -aldifuoridiquantopiacciaononpiacciapoliticamentequestaparola- di gara. Io ho partecipato ad uno Slam dove addirittura c’erano DUE "esperti" di poesia in giuria oltre a quelli estratti dal pubblico, in un altro ancora ho visto arrivare indegnamente primo un poeta che aveva -anchesecasualmente- due amici in giuria... credo che che oggi la correttezza sia solo da affidare alla coscienza individuale. Concordo con te quando dici che non tutti i Poetry Slam sono Poetry Slam: si fanno Slam in cui la gente va davanti al microfono e legge la propria poesia come quella che s’imparava a memoria per la recita di Natale. Neanche questo è Slam eppure se ne fanno tanti così che in realtà dovrebbero essere chiamati semplicemente (noninsensodispregialivo) letture, gare di poesie ma certamente non Poetry Slam. Mi chiedo se è vero che ci si preoccupi tanto della Poesia e di come proporla nel modo migliore o se ci si preoccupi di più di dimostrare (quandopoièchiarochenoncen’èalcunbisogno) chi è arrivato prima. Per me l’importante è che ci sia una buona gallina e un buon uovo, poi vedremo chi è più bravo a far frittate! C’è un altro enorme dubbio che mi frigge in testa: mi chiedo perchè tutto questo polverone sia nato da un enorme bugia. Io al Salone del Libro di Torino c’ero. C’ero allo Slam. Nessuno dei tuoi amici Sparajurj si è alzato a protestare. Nessuno ha interrotto lo Slam (conunasolaoradisposizionenonc’eraneanchetempodiriprenderefiato!), il Sig. Trentin/l’EmCee/il presentatore/il gatto o come altro possa farti piacere chiamarlo, non ha avuto nessun tipo discussione con nessuno. C’erano molte persone quel giorno, ci sono anche le registrazioni (amatorialiquantovuoimapursemprereali!) dello Slam di Torino.

    BUGIA.

    Lecito chiedersi il perchè. Lecito darsi personali risposte.

    Non sempre è facile credere a ciò che nasce dalla falsità. Io non ho problemi a mettere in discussione me, Interrete e gli altri poeti, a patto però che non si inventino falsi pretesti per poter dire ciò che si pensa.

    Per quanto riguarda il Copyright è cosa che riguarda il Sito dell’Agenzia Interrete.
    Posso solo renderti nota la mia personale testimonianza: non ho mai sentito dire da nessuno di Interrete di essere stati gli inventori del Poetry Slam in Italia (echeiosappianeanchealtrove), certamente nel 2004 hanno dato diverse opportunità a tanti poeti di divertirsi e di sognare.

    Barbara Pinchi


    Una polemica denuncia: giù le zampe dal Poetry Slam!

    Terza puntata: sono scomparsi!
    2004-08-25 15:36:42|

    Cari miei, novità nuove!
    Il Gatto e la Volpe si sono volatilizzati: PUFF e della loro lettera indignita non c’è più traccia sul loro sito. chissà perchè...
    Comunque sia, l’avessero eventualmente persa, voglio rassicurarli: ne conservo copia in html. Se può essere loro utile la ri-pubblico io.
    Magari loro sono di nuovo troppo impegnati ad indicare a poveri Poeti-Pinocchio dove seppellire zecchini d’oro ai piedi dell’albero dello Slam...

    Grazie a tutti voi che solidarizzate, anche a Brav’uomo che linka. A Claudio a MacAdam. A quelli che commentano su altri siti. Pure a quelli che non condividono, ovviamente, per aver deciso di prestare attenzione

    salutoni
    Lello


    > Una polemica denuncia: giù le zampe dal Poetry Slam!
    2004-08-24 19:45:16|di MacAdam

    Non ci conosciamo ma ti seguo da un po’. Ti faccio un collegamento sul mio piccolo blog. Un saluto,


    Forza Lello!
    2004-08-24 16:28:45|di Nuvoleonline

    Ho letto l’incredibile risposta di interrete al tuo fin troppo educato articolo.
    Intanto ti informo che il link sull’articolo alla loro risposta nel tuo commento conclusivo è errato (perchè erratamente quelli di interrete hanno nominato con la "a" accentata" la loro pagina htm), e ti consiglio di correggerlo perchè tutti possano vedere la stizzita reazione di lorsignori.
    Ma poi anche il fatto che cerchino di veicolare i commenti di chi, ingenuamente, ha partecipato ai loro Slam veicolandoli sul tuo sito, mi sembra una grande caduta di stile, con che toni poi!
    Ma forse questo è solo per coprire una loro mancanza tecnologica, la non possibilità di postare commenti sul loro sito.
    Però se non ne sono capaci potrebbero anche fare a meno di usare un tuo strumento, soprattutto risottolineo vedendo i toni assunti nella loro lettera. Ma se questa è la versione pubblica cosa mai ti avranno spedito?

    Mi fermo qui.
    Era solo per dimostrarti solidarietà da un povero piccolo angolo a fumetti della grande rete.
    Un bacio,
    c.


    Nuvoleonline

    Seconda puntata! Mi sono apparsi!
    2004-08-23 18:34:45|di Lello Voce

    Infine i signori di Interrete si sono palesati. Mi sono apparsi!

    Una mail privata, in cui mi si comunicava che il Gatto e la Volpe avevano – saggiamente e solertemente – deciso di rimuovere dalla rete il Manifesto risultante dalla scopiazzatura dei miei scritti (ma io ne conservo copia a futura memoria) e una lettera pubblica che trovate qui.

    Nella lettera privata, rassicurandomi sull’abolizione del Manifesto clonato, si giustificano dicendo che quelle frasi sono riportate in molti siti in Rete: è vero. Ma sempre citando l’autore, o, comunque, senza apporvi sotto un minaccioso copyright, che di fatto illegittimamente se ne appropria.

    Nella lettera privata (chissà perché non nella lettera pubblica) si nega l’episodio torinese: peccato che io abbia ricevuto una telefonata in diretta da persone assolutamente affidabili e che non avevano alcun interesse specifico a inventarsi balle al proposito. Peccato anche che sul loro sito continuino tranquillamente a parlare dei loro Slam come una anteprima assoluta. In anteprima nazionale lo Slam Poetry. così si legge sulla pagina di presentazione dei loro eventi, ancora adesso.

    Leggere la risposta pubblica di costoro, che alterna con maestria auto-promozione e calunnia, mi ha poi ancor più convinto di aver fatto bene a dire basta.

    Per quanto riguarda ciò che scrivono il Gatto e la Volpe, tra un urletto e l’altro, solo alcune notazioni, per pignoleria:

    1)ovviamente io non ho preteso di impedire a nessuno di farsi il proprio Poetry Slam. Né gestisco alcun circuito personale di poeti. Il Gatto e la Volpe, essendo agenti letterari, hanno la deformazione professionale. Loro vivono di percentuali, io, essendo un poeta, casomai avessi un agente, dovrei pagarle a lui le percentuali. Non ho alcun interesse a gestire circuiti di poeti. Mi limito a invitare quelli che - di volta in volta - mi sembrano i più ‘giusti’. In Italia si fanno decine di Slam ogni mese e che Dio li benedica, soprattutto quelli in cui io non c’entro un bel nulla. Ho solo voluto chiarire che, a mio parere, quelli di Interrete non sono Poetry Slam. Sono strane gare di poesia (più belle, o più brutte non mi interessa) che con lo Slam non c’entrano nulla, perché nello Slam si possono cambiare tante regole: la durata dell’esibizione, l’uso di strumenti musicali, o costumi, qualsiasi cosa, ma non i criteri di composizione della giuria. Io stesso ho appena diretto il primo Slam per poeti ‘a braccio’ al Festival Vis Musicae e ovviamente una serie di regole (quelle, ad esempio, riguardanti il tema dell’improvvisazione poetica) abbiamo dovuto stabilirle ex novo. Ma uno Slam è uno Slam solo se tutti i giurati sono estratti a sorte tra il pubblico. Altrimenti è qualche altra cosa. Padroni di continuare a chiamarlo Slam, ma non è così, e ho notato con piacere che, dopo la mia lettera aperta, sulla pagina del Gatto e della Volpe adesso si legge che le loro sono gare «liberamente ispirate» al Poetry Slam e che il loro regolamento è «liberamente ispirato» a quello di Smith. Potenza persuasiva della censura, o saggia ritirata strategica?. Che almeno la gente che partecipa alle loro gare (poeti e pubblico) sappia cosa sta facendo e cosa, invece non sta facendo affatto! Tutti i Poetry Slam sono gare di poesia, non tutte le gare di poesia sono Poetry Slam. Lo Slam non è un premio di poesia in estemporanea. Cosa dovrebbe presiedere il Presidente inventato dal Gatto e dalla Volpe? E l’EmCee che ci sta a fare, se c’è già un Presidente? Il presentatore? Ma un EmCee è cosa ben diversa da un presentatore, ecc. ecc.

    2)Ovviamente io non ho tentato di censurare nessuno, mi sono limitato a dire al Gatto e alla Volpe di smetterla di copiare i miei scritti senza citarne la fonte. Che è tutt’altra cosa. Ma di questo nella lettera pubblica non parlano… Loro sono poco interessati al tema del diritto d’autore visto che – in qualche misura – ne vivono e sono accuratissimi nel difendere il loro.

    3)Ancor più ovviamente – come sarà chiaro a qualsiasi lettore sereno – io non ho mai tentato il «ricatto fisico», né nei confronti del Gatto, né in quelli della Volpe…

    4)Ulteriormente ovvio è che, a leggere quanto pubblicano i Signori in risposta, l’impressione è quella di trovarsi di fronte a dei piazzisti più che a dei letterati. Tante strombazzate a proposito dell’«indiscutibile qualità degli Slam Interrete» certificata da questo e da quello, ma non una parola sulle faccende davvero serie che tira in ballo il mio scritto.

    5)Infine devo dire che a mia conoscenza l’unica pagina letteraria italiana dove coabitino Poetry Slam e copyright è la loro. Che sul loro sito si preoccupino di specificare che non hanno intenzione alcuna di «monopolizzare lo slam in Italia» ha infine sapore chiaro di denegazione freudiana. Peccato! Gli è andata male…

    Voglio infine ringraziare gli altri amici che hanno fatto da mirror alla mia lettera, Nazione Indiana, Romanzieri.com, King Lear, ecc. Magari è l’occasione per inizare un dibattito davvero serio tra noi su Slam e diritto d’autore.


    > Una polemica denuncia: giù le zampe dal Poetry Slam!
    2004-08-23 00:19:39|di P.

    ...ehehe sei da un sacco di parti, Lello. Le notizie, in rete, viaggiano MOLTO velocemente.


    > Una polemica denuncia: giù le zampe dal Poetry Slam!
    2004-08-22 22:59:37|di massimo

    Lello, sei anche su romanzieri.com


    Commenta questo articolo


    moderato a priori

    Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

    Un messaggio, un commento?
    • (Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

    Chi sei? (opzionale)

    Tutti i contenuti di questo sito sono da ritenersi copyleft quando non altrimenti specificato.
    Sito a cura di Nuvoleonline.