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12 giugno 2004 Net&Blog
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Fare surf (e net-surf) sulla decadenza - Loro si chiamano Sparajuri Lab. e sono un ’autore collettivo’ , un giovanissimo autore collettivo, nato nel 1999, con base a Torino, che ha al suo attivo già un bel libro di racconti, Noi bimbi atomici - introdotto da Aldo Nove - e numerosissime performance di poesia in giro per l’Italia, spesso condite col gusto irridente e spiazzante dell’azione situazionista, o con quello energetico e provocatorio della poesia-performance. Li ho visti in azione per la prima volta a Torino, durante la Biennale Giovani, mentre smascheravano certe installazioni un po’ ambigue sparse per la città a colpi di segni e segnali e da allora continuano, come dicono loro, a "fare surf sulla decadenza e tendere all’altrove" e ad essere spiccatamente politici e assolutamente letali... Soprattutto per certa (diffusissima) poesia sbrodolona e zeppa di buoni sentimenti. Lo scopo è quello di assecondare con lieve e spietata fermezza il "viscerale desiderio di frantumare il contenitore pluricellulare e vagamente ominide nel quale è finita la scrittura oggi. Sparajurij non ha nulla a che fare con la monotonia mentre ha tutto a che vedere con le forme della diversità. Diversità interna indispensabile per percepire quella esterna del cosmo, che è quello contemporaneo." Non bastasse quello che fanno su carta e su corpo, Sparajuri Lab. sono ’tenutari’ (tenutari mi pare proprio il termine giusto) anche di un sito Web assolutamente interessante all’address: http://www.sparajurij.com , dove troverete testi, file audio (dal loro CD), immagini. Sparajuri Lab. è, inoltre, uno dei pochi luoghi del Web italofono dove trovare stipate un bel numero di informazioni sullo Slam passato presente e futuro.

La scienza delle reti - Per una volta questa rubrica farà un’eccezione e si interesserà di un testo cartaceo: Link - La scienza delle reti, di Albert-Làzlò Barabàsi (Einaudi, €.23). Nel 2000 era stato lui a dichiarare all’agenzia Reuters che una possibilità (sia pur remota) di crash totale della Rete era da mettere in conto, se non altro a causa del gigantismo di certi ’nodi’; oggi torna con questo testo a prospettarci gli orizzonti resi possibili da una ormai realizzata scienza delle reti, in condizione di fornirci risposte non solo sul Web, ma anche su moltissime altre ’reti’, dalla mappatura delle interazioni delle specie negli ecosistemi, a quella del patrimonio genetico, con sullo sfondo l’ipotesi che dalla sovrapposizione dei dati di funzionamento di tutte questi differenti sistemi (naturali, sociali, o digitali) si possa giungere alla conclusione che "alcune leggi naturali, di vasta portata ed incredibilmente semplici, governano la struttura e l’evoluzione di tutte le reti complesse che ci circondano".

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